Paola Egonu razzismo, monologo a Sanremo 2023: l’accusa all’Italia

Pubblicato il 9 Febbraio 2023 alle 23:14

Paola Egonu al Festival di Sanremo 2023: la co-conduzione con Amadeus e Gianni Morandi e il monologo sul razzismo

Paola Egonu razzismo, monologo a Sanremo 2023: l’accusa all’Italia

Per la terza serata di Sanremo 2023 il direttore artistico Amadeus ha scelto come co-conduttrice Paola Egonu. La pallavolista italiana, che al momento è volata in Turchia al VakifBank di Istanbul, ha lanciato una dura accusa all’Italia durante la conferenza stampa del Festival che si è svolta nella mattinata del 9 febbraio. Un giornalista ha chiesto di commentare una dichiarazione fatta da Matteo Salvini: "È una grande sportiva, una grande pallavolista, ma spero non venga a fare una tirata al Festival sull’Italia Paese razzista, perché gli italiani possono avere tanti difetti ma non sono razzisti. È un popolo che accoglie, che allunga la mano a tutti". La sportiva ha replicato:

"Secondo me non c’è bisogno di una risposta per questa domanda, e sappiamo tutti perché. L’Italia è un Paese razzista però sta migliorando"

Il razzismo Paola Egonu lo conosce molto bene: un mare di pregiudizi ed esclusioni basati sul colore della pelle che le hanno portato sofferenze e discriminazioni. In una recente intervista rilasciata a Vanity Fair, Paola Egonu ha raccontato degli episodi che l’hanno particolarmente colpita da piccola: "A quattro anni ho capito di essere diversa. Ero all’asilo. Per tre volte ho chiesto di andare in bagno e per tre volte la maestra mi ha risposto di no. Alla fine ci sono andata di corsa, senza permesso. Troppo tardi, mi ero fatta tutto addosso. La maestra mi ha riso in faccia: ’Oddio, fai schifo! Ma quanto puzzi!’". Ancora oggi fa fatica a usare una toilette che non sia quella di casa sua.

Paola Egonu e il razzismo: il monologo al Festival di Sanremo 2023

Come da scaletta della terza serata di Sanremo 2023, sono stati diversi i momenti principali dedicati alla co-conduttrice. Il monologo di Paola Egonu, scritto facendosi aiutare dai suoi agenti, è stato sulla sua vita; la pallavolista si è raccontata in toto e c’è stato anche una parte dedicata al razzismo.

"Questa sera non sono qui a dare lezioni di vita, cerco di ricavare da ogni giorno un insegnamento e così è stato anche nelle ultime settimane. Spesso in passato sono stata definita ermetica così ho provato a raccontarmi di più. Questo non ha evitato che alcune frasi venissero estrapolate dal contesto con titoli usati per far rumore. Ogni pensiero quando si trasforma in parola non è più sotto il controllo di chi l’ha pronunciata"

Da bambina era fissata con i perchè; poi ha capito che la sua diversità è la sua unicità: "Sono quella che quando mi fanno la domanda sul razzismo risponde: ’Siamo tutti uguali oltre le apparenze’. Sono quella a cui lo sport ha dato tanto. […] Amo l’Italia, vesto con orgoglio la maglia azzurra che per me è la più bella del mondo".


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