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Di Martedì: boom di ascolti per Matteo Renzi in trasmissione

Pubblicato il 8 Novembre 2017 alle 16:18

da Federica Ponza

Di Martedì di Giovanni Floris ha conquistato il 9,13% di share grazie alla presenza di Matteo Renzi, dopo il forfait di Luigi Di Maio al confronto politico con il leader del PD.

Di Martedì: boom di ascolti per Matteo Renzi in trasmissione

Boom di ascolti per Giovanni Floris e il suo Di Martedì che nella puntata di ieri ha ottenuto il 9,13% di share grazie alla partecipazione in trasmissione di Matteo Renzi, ex Presidente del Consiglio e attuale leader del PD.

Ascolti da record, insomma, per il programma di La 7, soprattutto a causa del forfait di Luigi Di Maio, candidato premier del Movimento 5 Stelle che avrebbe dovuto affrontare il confronto con il leader DEM, salvo poi tirarsi indietro all’ultimo minuto.

Di Martedì: il confronto sfumato

Di Maio, infatti, dopo aver sfidato Matteo Renzi per il confronto, ha comunicato che non vi avrebbe preso parte, dichiarando che il leader DEM non è più un competitor e che - alla luce dei risultati in Sicilia - si confronterà solo con “la persona che sarà indicata come candidato premier da quel partito o quella coalizione”.

Nonostante l’assenza del candidato premier M5S, Renzi si è recato ugualmente in trasmissione ed ha collezionato uno share da capogiro, regalando al programma di Floris un numero record di telespettatori.

Di Martedì: lo share della serata

L’assenza di Di Maio, ha permesso a Renzi di mettere in campo un one man show, seguito da oltre 2 milioni 123 mila spettatori e con picchi anche di tre milioni di persone davanti alla TV.

Il programma di Floris - anche se La 7 è sempre stata la terza rete nella fascia del prime time, battuta da Rai 1 e Canale 5 - nella puntata di ieri ha sbaragliato la concorrenza, ottenendo un share più alto di Cartabianca su Rai 3 e dello show di Mika su Rai 2.

Un enorme successo in termini di ascolti, dunque, la presenza di Renzi in trasmissione che ha avuto l’occasione di esprimersi senza alcun testa a testa.

A sottolineare il successo è anche Michele Anzaldi (PD), segretario della commissione di Vigilanza, che su Facebook lancia anche dure critiche alla Rai:

Prima si sono fatti sfuggire il faccia a faccia tra Renzi e Di Maio, accettando il veto del leader M5s. Poi - aggiunge l’esponente dem - hanno addirittura invitato lo stesso Di Maio a parlare da solo senza contraddittorio e senza giornalisti alla trasmissione di intrattenimento Che tempo che fa da Fazio. E in occasione del primo talk show di prima serata dopo il voto siciliano non hanno invitato alcun ospite della dirigenza che guida il Pd a commentare le elezioni. In studio, infatti, oltre a Meloni e Speranza dell’opposizione, non c’era nessun altro. In collegamento Emiliano, che si colloca all’opposizione interna di Renzi, e poi intervista a Veltroni, che però era presente in veste di romanziere per presentare il suo libro e non certo per fare un’analisi del voto.

Parole dure quelle di Anzaldi, che poi conclude il suo intervento dicendo che

Questo è lo stato dell’informazione Rai, pagata dal canone di tutti gli italiani, compresi ovviamente gli elettori del Partito democratico che vengono invece puntualmente umiliati. Un’azienda dove ci sono decine di mega dirigenti e mega direttori strapagati che avrebbero il dovere di controllare e garantire il pluralismo, in particolare nei giorni a ridosso delle elezioni: cosa hanno fatto in questi giorni? Orfeo e Maggioni, che sono stati attentissimi direttori di testata, non hanno nulla da dire?